domenica, 01 novembre 2009

LOGO ASINO più grandeIl locale “L’asino che vola” (così come, per motivi diversi, la "Grotta dei Germogli" di Calcata, in cui suonai a marzo) non esiste non esiste non esiste. E non è infatti un caso che io abbia aperto il concerto dedicandogli “Il negazionista”. Del resto, ditemi come possa esistere a Roma un posto così delizioso e adatto all’ascolto, con varie salette in interrato per leggere o mangiare e una (col palchetto, parquet per terra, sedili lungo le pareti e coi puff e i cuscini al centro) per i concerti, un posto in cui i gestori trattano i musicisti con un garbo e un rispetto quasi referenziale, scusandosi persino di non poter dare un cachet più alto e mettendo al primo posto assoluto il valore artistico della serata e non il mero guadagno da “commerciante”. La musica in Italia è ormai gestita da commercianti con poca anima e poca vera passione musicale e questo sta contribuendo ad affossarla più di quanto si creda. Quando si incontrano posti del genere, rari, ci si chiede appunto se sia un sogno oppure qualche volta gli asini volano per davvero.

Ero fisicamente un cencio, stremato dall’imprevista sfacchinata di due ore prima, conseguente ad esaurimento-benzina, con macchina in panne, 2km a piedi per andare a riempire di carburante delle bottiglie di plastica al primo self service a disposizione, bello lontanuccio.
Quando sono particolarmente stanco, incappo a volte in un inizio-concerto un po’ incerto, abbastanza emozionato e teso, perché sento addosso la “colpa” di non essere in forma fisica ottimale e cerco invano di nasconderlo, consapevole che invece il pubblico se ne accorge in modo piuttosto palese. Ma forse l’emozione venerdì c’era proprio a prescindere, per vari motivi, anche se non mi capitava da un po’.
Dopo l’inizio incerto con “Bardamù” di Capossela, appena accennata al piano, mi son subito rifugiato nell’abbraccio più familiare della mia Taylor e, accompagnato dall’impeccabile Donnigio (perfetto per tutta la serata) ho, come detto, dedicato “Il negazionista” all’Asino. Poi ho proseguito con altri brani che spesso reputo d’inizio-concerto, di quelli cioè che con un po’ di ritmo e ironia portano il pubblico in una dimensione già gradevole, oltretutto sciogliendomi del tutto dai miei nodi emozionali; così ho suonato “Solo su un’isola deserta”, “Asincrono” e “Il giorno no”, accennando al videoclip girato in luglio.
Fin dall’inizio ho sùbito percepito (nella bellissima saletta) un’attenzione e un affetto speciali per me e Donnìgio. Si può dire che abbiamo trovato la “situazione ambientale ideale”, quella cioè che qualsiasi musicista vorrebbe trovare ogni sera. Visto il rispetto assoluto con cui il pubblico ascoltava, non è stato per me dunque granché imbarazzante tuffarmi nella lunga parte centrale dello spettacolo, fin troppo riflessiva e con vari temi “impegnati”, sia intimisti (“Ciò che mi blocca”, “Almeno un grido”), che civili (“Le istituzioni”, “Cos’avrebbe detto Giorgio?”), che sociali (“Il fantasma di Tom Joad”, “L’untore”), che umani (“The Wrestler” di Bruce, “Edoardo” dedicata a E. Agnelli), anche perché naturalmente ho infilato qua e là altri brani (come “Il singhiozzo” o “Rai libera!”, anch’essi suonati in questa parte centrale), che in genere tendono un po’ a stemperare e ad alleggerire la tensione eccessiva dell’impegno, grazie all’ironia.
Il finale invece l’ho voluto proprio goliardico, ci stava tutto, e ho per fortuna avvertito un estremo gradimento (divertito) da parte del pubblico per questa scelta, con i miei brani più irriverenti, ossia “Quante volte ti avrei” e “Canzone di rottura”, che (prima del bis di “Salgo su”, per me abbastanza inaspettato) hanno chiuso una serata per me molto bella, che non scorderò, sia per il posto magico, che per l’affetto di tutti i carissimi amici intervenuti, che ringrazio di cuore ad uno ad uno.

Hic!


                                                 Scaletta:

BARDAMU' (cover di Capossela, accennata al piano)
IL NEGAZIONISTA
SOLO SU UN'ISOLA DESERTA
ASINCRONO
CIO' CHE MI BLOCCA
IL GIORNO NO
IL FANTASMA DI TOM JOAD (cover di Springsteen)
LE ISTITUZIONI (al piano)
EDOARDO
IL SINGHIOZZO
ALMENO UN GRIDO
RAI LIBERA!
L'UNTORE
COS'AVREBBE DETTO GIORGIO?
THE WRESTLER (cover di Springsteen)
QUANTE VOLTE TI AVREI
QUESTO TEMPO CHE HO (al piano)
CANZONE DI ROTTURA

bis:
SALGO SU





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domenica, 25 ottobre 2009

LOCANDINA CONCERTO in duo ASINO CHE VOLA (30-10-09)


Vi aspetto venerdì 30 ottobre, amici di Roma o che abitate nella Capitale!
Via Cimarra, 35 (dietro via dei Serpenti).

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giovedì, 08 ottobre 2009

 Il sindaco Sergio Blasi è l'uomo della speranza, ma ha già dimostrato anche coi fatti il bene che può apportare alla sua comunità (Melpignano) e, di riflesso, a tutto il Salento. E non solo con la "Notte della Taranta": basti solo pensare a cosa è riuscito a fare con la raccolta differenziata, nel suo comune.

Quando nel profondo buio politico del sud (un buio derivato spesso dall'emarginazione, dalla povertà e dalla disoccupazione, che spingono a far politica, ancor più che in altre parti d'Italia, solo per interesse personale) spuntano fuori simili enormi personalità, che travalicano l'appartenenza o meno a questo o a quel partito (io non amo per esempio ciò che oggi è il PD) e mettono invece con intelligenza e generosità l'etica del bene comune al centro della propria azione di governo cittadino, all'improvviso capiamo che non è vero che "le cose al sud non si possono cambiare" e che i politici sono tutti uguali. E' una pura menzogna, che fa comodo  a tanti. E allora.... come d'incanto.... ci sentiamo di botto tutti più colpevoli di averlo pensato, anche solo per un attimo, catturati a volte da uno scoramento che appare deleterio e improduttivo.

Grazie, Sergio Blasi, per l'esempio etico, per lo stimolo indiretto rivolto a tutti e per la speranza che ci infonde, anche in questa ora di sorprendente intervista a MyBoxTv, rilasciata al direttore Longo.


http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=11271


 

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giovedì, 01 ottobre 2009

Mitico Donnigio, hai fatto davvero un bel lavoro!! Una faticaccia, lo so. Sceneggiatura regia, montaggio, controfigure. Dillo a me, che ho dovuto fare 15 personaggi!!
Già abbiamo faticato proprio a girare, in quel caldo infernale, quasi 40 gradi a luglio. E poi... tutto di corsa, io non sono neanche riuscito a entrare nei personaggi come volevo, avrei avuto bisogno certo di più tempo. Ma alla fine, per quello che potevamo fare, abbiamo realizzato un bel video! Grazie anche a Lara Abrami, per fotografia e riprese, e a Sebiano Cuscito per le scenografie e altri supporti!!







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giovedì, 03 settembre 2009

 IL GIORNO NO 

 

 IL NEGAZIONISTA







QUESTO TEMPO CHE HO
(con Andrea Epifani)






SOLO SU UN'ISOLA DESERTA






ASINCRONO







COS'AVREBBE DETTO GIORGIO?






RAI LIBERA!







IL SOLITO GIRO DI BLUES
(con Claudio Tuma)







LA STORIA





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lunedì, 24 agosto 2009

Vi aspetto tutti martedì sera, 25 agosto, all'OASI SEBASTIAN per il mio concerto in QUARTETTO, tra canzone d'autore, ironia, vario blues, reggae, intimismo, alcune cover che amo e... molto molto molto altro ancora!

Tante saranno le clamorose sorprese della serata, a cominciare dai miei amici-musicisti:
- il grande PASQUALE CHIRIVI' al basso
- l'impeccabile RANIERO ABBATICOLA alla batteria
- e un tastierista speciale, che per una sera si dedicherà solo ai tasti neri e bianchi: ANDREA BACCASSINO!

L'OSPITE:
Ci sarà anche un grande amico, un ospite prestigioso e raffinato: ANDREA EPIFANI, vincitore del Premio De André 2009, col quale duetterò in un paio di brani.

Tra una canzone e l'altra, potrete farvi una bella scorpacciata di GELATI, che all'OASI hanno fama di essere squisiti!

Non mancate assolutamente!


LOCANDINA OASI UFFICIALE

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martedì, 11 agosto 2009

Luigi al teatro di Aradeo1


15 agosto 2009 FERRAGOSTO, h 21:00, FRASSANITO (LE), "U' Trainieri",
vicino al campeggio:
Luigi Mariano solo acoustic in CONCERTO, canzoni mie e cover
(piano e chitarra. Ospite: ANDREA PAGLIANTI).


19 agosto 2009, h 21, CORIGLIANO D'OTRANTO (LE), piazzetta di S. Luigi:
"OMAGGIO AL SIG. G... e altro", con A. Baccassino

20 agosto 2009, h 21:30, COPERTINO (LE), vicino al Castello:
ospite del concerto dei "Suoni Liberi" di Gerardo Lisi
(coverband dei Nomadi)

21 agosto 2009, h 22:30, S. CATERINA (LE), "Quinta de luna":
Luigi Mariano DUO acoustic in CONCERTO, canzoni mie e cover
(con Pasquale Chirivì al basso)

22 agosto 2009, h 21, PARABITA (LE), piazzetta Uffici
nella rassegna "ArteInParabita":
"OMAGGIO AL SIG. G... e altro", con A. Baccassino

23 agosto 2009, h 22.30, Lido S. Giovanni, GALLIPOLI (LE),"TRESOR"
(lungomare Galilei)
Luigi Mariano QUARTET in CONCERTO, canzoni mie e cover
(con Pasquale Chirivì, Raniero Abbaticola e Andrea Baccassino)

25 agosto 2009, h 22, all' "OASI SEBASTIAN"
(strada provinciale Galatone - S. Maria al Bagno)
Luigi Mariano TRIO acoustic in CONCERTO, canzoni mie e cover
(con Pasquale Chirivì e Raniero Abbaticola. Ospite ANDREA EPIFANI)


Vi aspetto, non potete mancare!



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sabato, 01 agosto 2009

Bella serata quella organizzata da Luigi Bruno e dallo S.B.A.M. di Galàtone a S. Caterina, con la partecipazione decisiva della Pro Loco.
Dopo l'esibizione impeccabile dei ragazzi, sono salito io con Pasquale Chirivì a suonare i miei 20' (vedi sunto video qui sotto) e poi a ruota "La Nuova Dimensione", "La Zona Industriale" e il gran finale con Claudio Tuma, Pasquale e Raniero in trio, a deliziarci con grande musica, ma con testi in dialetto quasi in stile-Baccassino!

 


OMAGGIO AL SIG G. lunedì 3 agosto a Martano:
Vi aspetto lunedì sera 3 AGOSTO, dopo le h 21, al Palazzo Baronale di MARTANO (LE),
per l'inizio del tour estivo del sig. G nel Salento,
con me e Andrea Baccassino.

 

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domenica, 26 luglio 2009


15 luglio, BOLOGNA: “Ginga Art Cafè

Ginga, armonica primo piano 15-7-09Il Ginga è un bar del centro di Bologna, gestito da William, in cui in un angolino c’è un palchetto minuscolo, un pannello che riceve immagini da un proiettore, un’asta con un microfono e una sedia-sgabello per i “live” acustici. D’inverno ha una bell’atmosfera. Io però ci son capitato d’estate, nei giorni forse più torridi dell’anno, con un’umidità alle stelle e quasi 36 gradi serali: una roba da desiderare di mettere la testa dentro al congelatore e passarci tutta la notte.

Ho snocciolato (e sgocciolato!!!) ben 17 canzoni, tra cui 7 cover (tre di Gaber, una del Boss, e poi Fossati, De Gregori e Pink Floyd) e sono riuscito a sopravvivere in quelle pietose condizioni climatiche dentro al bar, mentre da fuori, attraverso un finestrone aperto, un gruppetto di amici e gente di passaggio cercava di captare qualche nota del mio spettacolo. All’interno, nella fornace, Wilma Massucco assisteva eroica al concertino, molto attenta e concentrata, anche in funzione dell’intervista che poi avrebbe realizzato con me l’indomani, nel pomeriggio.

 



16 luglio, BOLOGNA: “Zammù

Luis allo Zammù di Bologna con scritteDopo appunto la bella intervistina pomeridiana fàttami da Wilma Massucco, in serata sono arrivato sgocciolante allo Zammù, pur esso al centro di Bologna, un posticino che però non è un bar come il “Ginga”, ma un vero locale in cui si ascolta musica di qualità, in particolare (per precisa volontà dei due simpatici gestori Massimo e Laura, una coppia catanese) la poetica dei cantautori: il mio habitat, insomma!!

E infatti, nonostante il caldo e l’umidità fossero addirittura peggiorati rispetto alla sera prima, imperlando la mia fronte di gocce di sudore grosse come noci già al primo pezzo, mi sentivo in realtà in gran forma, perché la gente mi ascoltava con interesse e attenzione, apprezzando molto. E quando io “sento” di essere nel mio habitat (come il 5 aprile al teatro di Aradeo) tiro fuori ottime prestazioni, per il semplice fatto che mi sento gratificato nel mio lavoro, dedizione e passione.

Ho dunque nuovamente “sgocciolato” altri 17 brani, sostituendo “Quante volte ti avrei” con “Occhio!!”, mai eseguita prima dal vivo. Per il resto scaletta molto simile a quella del Ginga, con le 3 cover iniziali (“Io non mi sento italiano”, “Bambini venite parvulos” e “Il fantasma di Tom Joad”), a cui hanno fatto seguito una lunga sfilza di miei brani, ben alternati al solito tra i miei 3 diversi generi (ironia-intimismo-impegno).
Dei 3 concerti bolognesi, questo allo Zammù è stato senza dubbio il migliore.
Erano presenti, oltre a mio cugino Gianluca, che mi ha ospitato per ben 4 notti (Dio l’abbia in gloria!!) e a qualche suo amico, anche Tony Filoni da Galàtone con due amiche straniere (meno male che ho cantato “Wish you were here”, così ho dato gusto anche a loro). Credo che allo Zammù tornerò di sicuro.

 



18 luglio, BOLOGNA: festa privata in un casale in periferia
18072009288
Nel giro di una sola notte, la temperatura a Bologna si abbassa di 7 gradi e sparisce l’umidità. Devo suonare stavolta in una festa privata. Ci sono di mezzo una coppia di neosposi (Santo e Cristina) assieme a una neo-laureata (Antonella). In una sala del casale sono sistemati, ai lati, i tavoli col cibo e le bevande, mentre sul fondo c’è un palchetto ben rialzato, sul quale io e Gianluca (che mi accompagnerà al basso in 5 miei pezzi, in modo sorprendente e impeccabile) portiamo gli strumenti e gli ampli, facendo un minimo di souncheck. Il mio concertino parte verso le h 23, con Gianluca al basso nei primi 5 pezzi, provati in nottata. Va tutto molto bene. Quando però Gianluca mi lascia solo a continuare lo spettacolo e io attacco a cantare “Io non mi sento italiano”, succede il patatrac: un rumore gracchiante e fastidioso accompagna la mia voce mentre esce dall’ampli. Mi trovo nelle condizioni di dover quasi interrompere il pezzo, ma tiro avanti fino alla fine, nascondendo l’imbarazzo. In poche parole: è saltato l’ampli della voce. L’unica soluzione è attaccare il microfono della voce a un Marshall di un’altra chitarra, con le pessime conseguenze sonore che si possono immaginare. Altre soluzioni non ce ne sono, a parte (e per un attimo m’è anche balenato in testa) interrompere il concerto appena iniziato. Ma non me la sento di arrivare a tanto. E dunque, molto seccato per l’inconveniente, sono costretto a continuare. Vado avanti fino alla fine, stringendo i denti più che posso, Gianluca dopo un po’ torna al basso e mi accompagna in altri brani, a volte improvvisando, a volte cantando lui stesso al posto mio (“Panama”, “Mettimi giù”, ecc). L’atmosfera vira piano verso il goliardico, quindi a quel punto ci sta tutto. Finisco, abbastanza contrariato per la bassa qualità sonora che ho potuto garantire, anche se felice di aver accontentato il neo sposo (gaberiano), soprattutto accennando “Io se fossi Dio” del sig. G.

 

 


19 luglio, CASTEL D’ARIO (MN): “Festival Musicale per la Pace”

(ex Festival Analcolico).

Luigi al Festival Pace 2009 con scritte 3E’ sempre bello tornare ogni anno nel Mantovano a riabbracciare vecchi amici come Alessandro Sbarbada, l’indefesso organizzatore della serata, che se davvero (come ammicco nella strofa finale aggiuntiva de “Il negazionista”) non esistesse, in realtà poi bisognerebbe inventarlo; nonché il caro amico e grande artista Luca Maciacchini che ritrovo ogni volta e che ha presentato un estratto del suo nuovo bel lavoro di teatro-canzone. In genere approfitto poi di questo mio viaggetto al nord per andare a trovare e ad abbracciare Alessandra e Federico a Novellara (RE), due amici straordinari e generosi, tra i migliori che ho, che mi ospitano, mi sfamano e mi riempiono di affetto e regali, accompagnandomi anche a Castel D’Ario, che non è precisamente dietro l’angolo.
Quest’anno il Festival per la Pace, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, s’è arricchito anche di un’opportuna connotazione “antimafia”, tanto che per l’occasione ho voluto indossare una camicia bianca: il bianco è il simbolo sia della pace che dell’antimafia. Ospite il giornalista siciliano Pino Maniàci, di Telejato, che da tempo ha intrapreso una vera e propria guerra (quasi personale), contro Cosa Nostra, con un coraggio e una determinazione feroci.

Per l’occasione è stato intervistato da “Rete 180.


La red-sister Cecilia De Toma, col piglio, la comunicativa e la simpatia che la caratterizzano, è salita sul palco a parlare della “Marcia mondiale della Pace”, un’iniziativa simbolica promossa dal Movimento Umanista, che ha visto un’infinità di adesioni e di sponsorizzazioni da parte di tantissimi artisti e associazioni.

Bellissima l’esibizione di Fabrizio Varchetta e della sua band folk-country, ma anche dei mitici “Choolers”, che hanno il record delle partecipazioni al Festival e con cui ho finalmente chiacchierato un po’. Mi hanno detto che leggono questo blog, io neanche lo sapevo!

Ho suonato verso le h 20, per quasi 45’, una decina di brani, tra cui due cover, la prima delle quali è stata proprio “19 luglio 1992 di Pippo Pòllina. Poi mi sono lasciato andare con le mie solite, da “Il giorno no” a “Questo tempo che ho” a “RAI libera!”.
Ho inserito anche due miei brani a cui tengo molto, come “Almeno un grido” e “Asincrono”. Sotto i due video riassuntivi.
Service eccellente, ottima acustica, bel pubblico, che si alternava tra gli stand e le sedie sotto il palco, predisposte per ascoltare la musica.







Questi minitour sono davvero avvincenti. Scopro ogni volta mille cose nuove, e ne ritrovo di vecchie, lungo il cammino. Ringrazio la mia Taylor, che finalmente mi corrisponde un po’ di più nel suono rispetto alla vecchia Fender, e ringrazio soprattutto chi (con gesti e parole preziose) mi segue, mi stima e m’incoraggia lungo la strada in salita, come fossi uno scalatore alla conquista della sua montagna di pace, da cui poter dispensare più emozioni possibili agli altri, dando indietro non foss’anche che un millesimo di tutto il bene che ricevo.



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sabato, 18 luglio 2009

Copia di Luis alConteStaccio22-3-09In occasione della mia partecipazione come ospite, domani sera a Castel D'Ario (MN), all'importante "Festival Musicale per la Pace", Wilma Massucco mi ha fatto quest'intervista giovedì pomeriggio qui a Bologna, da dove scrivo (durante questo mini-tour al nord), sfrucugliando un po' nel mio modo di intendere la musica e le canzoni.

http://www.scribd.com/doc/17457355/Intervista-a-LUIGI-MARIANO-di-Wilma-Massucco

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mercoledì, 15 luglio 2009

Si parte!!
Per coloro che bazzicano o semplicemente "abitano" in Emilia dalle parti di Bologna o in Lombardia dalle parti di Mantova, questa è la volta buona finalmente che ci incontriamo e ci vediamo a un mio concerto!! Vi aspetto, sono in forma, stavolta spazierò in varie cover e farò anche tante mie canzoni ancora mai suonate.
Chi si perde questo tour e si trova da quelle parti... peggio per lui!!

Vi ricordo allora le date:
15 luglio: BOLOGNA, "Ginga Art Cafè", via Nazario Sauro, 10/b, h22
16 luglio: BOLOGNA, "Zammù", via Saragozza, 32/a, h22
18 luglio: BOLOGNA: evento privato (non posso invitare nessuno )
19 luglio: CASTEL D'ARIO (Mantova), area feste, h 20:
lungo set di 45' al "Festival Musicale per la Pace"


Luis al GINGA ART CAFè

 

Luis allo ZAMMù

 

Locandina FESTIVAL MUSICALE PER LA PACE (19-7-09)

 

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martedì, 30 giugno 2009
Domenica sera 5 luglio, dalle h 20:30 in poi, sulla splendida terrazza di Piazza S. Bartolomeo sull'Isola Tiberina (con fantastica vista sul Tevere!) ci sarà una cena di beneficienza per il Progetto D.R.E.A.M. (Drug Resource Enhancement against AIDS e Malnutrition), un programma ad approccio globale per curare l'AIDS in Africa, avviato nel 2002 dalla Comunità di S. Egidio.

La serata, oltre alla cena, prevederà degli ospiti musicali, tre cantautori (tra cui me!) che per una mezz'oretta a testa intratterranno il gentile pubblico con le loro canzoni. Dividerò questa serata con due artisti che stimo molto, sia artisticamente che umanamente: il "fratello gaberiano" Dennis Bertolini e la talentuosa e bravissima Ghita Casadei.

L'ingresso è di €10 (comprensivo di cena e concerto dei cantautori): il ricavato sarà interamente devoluto al Progetto D.R.E.A.M.

Se volete godere di una bella atmosfera estiva, con cena sotto le stelle e panorama sul Tevere, e al contempo ascoltare un po' di buona musica, tra ironia teatrale e canzone d'autore, compiendo anche un'opera di bene, questa è la vostra serata.

Vi aspettiamo!

Dennis: http://www.myspace.com/bertolinidennis
Ghita: http://www.myspace.com/ghitaclara    



Locandina 5 luglio Isola Tiberina completa copy1

 

PS: Ultimamente, spulciando tra alcune mie vecchie canzoni, soprattutto quelle più intimiste, ho capito che ci può essere del buon materiale su cui lavorare o dal quale attingere direttamente per le scalette.
La canzone qui sotto, "CIO' CHE MI BLOCCA", scritta il 26 gennaio 2005, l'ho infatti ripescata per un paio di concerti a Padova, il 30 e 31 maggio scorsi, accompagnato alla chitarra da Domenico Calabrò.
E' una canzone che ho sempre molto trascurato, anche se forse conteneva già in embrione quell'atmosfera intima (in cui mi denudo completamente) che l'anno successivo mi avrebbe portato a scrivere "Questo tempo che ho". Eppure mi appariva incompleta, non so. Inoltre non mi era mai sembrata tutta 'sta gran cosa. Resta una delle pochissime che tra l'altro non ho mai neanche registrato come provino audio.
Con mia estrema sorpresa, ho scoperto invece che questo brano piace. Dico di più: ho scoperto che piace molto. E' incredibile. Appena l'ho fatto ascoltare, ho ricevuto da tutti una pioggia di consensi, sembrerebbe quasi che piaccia quanto la sua parente più conosciuta "Questo tempo che ho". Come spesso accade quando si ricevono degli elogi "inaspettati e numerosi" su ciò che si fa, sono andato stupìto ad analizzare meglio la mia creatura. E in fondo ho capito che è un buon brano introspettivo, che può colpire.

CIO' CHE MI BLOCCA





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giovedì, 11 giugno 2009

Vi aspetto sabato sera a Roma al FAENAS CAFE' di via Portuense, farò un concertino acustico verso le 23:30, reduce dalla bella avventura di Padova. Prima di me suoneranno due gruppi "spalla" (selezionati dall'organizzatore della serata): gli Omopatia e di seguito la splendida e solare Sara Joy.
La cosa simpatica e originale sarà che i gruppi-spalla saranno full-band, mentre il mio concertino vedrà me da solo al centro della scena, con la mia Taylor acustica (e al massimo con l'armonica): un po' al contrario di come avviene di solito. Ma, in fondo... sta qui la figata curiosa!

UN BRANO NUOVO E IN PIU'... I MIMI !!
Ci saranno delle sorprese davvero niente male!!

Innanzitutto farò un pezzo intimista (forse ancora incompleto, ma a cui tengo), ripescato da alcuni provini del 2005 e mai suonato a Roma.
E poi, soprattutto: ci saranno i mimi! I mimi, sì avete capito bene: delle persone che mimeranno, come se lo facessero per i non udenti, le frasi da me cantate  nel brano scelto. E' chiaro che un'idea del genere poteva essere attuata solo  con un brano decisamente molto ironico
, che si prestasse in modo congruo all'iniziativa (pensata da tempo). E io questo brano ce l'ho e quindi posso divertirmi un casino, eheh. Non solo è ironico, ma in fondo non ha neanche un vero messaggio: è puro divertissement.
Le due ragazze-mimo sono strepitose, per intelligenza e autoironia, mi rendono orgoglioso di essere loro amico! Top-secret i loro nomi.
Chissà che ne verrà fuori, ma certo sarà una serata pre-estiva divertente e ironica (solo 2 i brani "lenti -intimisti" in scaletta).

VI ASPETTOOOOO!! Concertino imperdibile!!



FAENAS2,13-6-09 copy1

postato da: luimariano alle ore 04:17 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 04 giugno 2009

Ero stato a suonare a Padova a ottobre, per una sola data (al Fahrenheit 451), e m’ero trovato benissimo. “Ritornerò, e voglio farlo spesso!”, mi ero ripromesso. Sto rispettando quella promessa.
Neanche questo mini-tour padovano di fine maggio, da me così atteso, ha infatti deluso le aspettative e s’è anzi rivelato ogni giorno ricco di una miriade di (piccole e grandi) sfumature, spesso non previste o immaginate, che hanno reso l’esperienza davvero unica, densa, profonda e appagante.
Cerco di dare e ricevere emozioni, da sempre: si sa. E in questi 4 giorni le ho date e ricevute sia a livello artistico-musicale che a livello umano. Grazie soprattutto ai miei amici fraterni e preziosi: Andrea Paglianti e Domenico Calabrò, grandi persone prima che grandi artisti, che mi hanno ospitato in casa per 4 giorni, scortato in auto, dato dritte, prestato all’occorrenza l’impianto, accompagnato con gli strumenti, sfamato, fatto scoprire Padova e persino riempito di regali.
Cos’ho fatto per meritarmi questo? Me lo chiedo ogni tanto.

Grazie di cuore anche al mio piccolo, ma meraviglioso, pubblico padovano, formato tutto da gente profonda, intelligente e sensibile, come il travolgente e simpaticissimo Nicola (mitico fotografo, un artista dello scatto!!) o come Andrea Mega (galatonese trapiantato a Padova), arrivato con la sua bella comitiva; o come il “fratellino” gaberiano Carlo Cavallaro, accorso col suo amico Andrea Garavello; un pubblico composto anche di (nuove) amiche molto in gamba, come Elisa, Raluca e Chiara; un pubblico che inizia a prendere piano piano forma e consistenza davanti a me (ne ho avuto maggior consapevolezza soprattutto l’ultima sera), dispensando affetto, attenzione e stima nel modo in cui io ho sempre sognato.

 



                                                 DIARIO

 

28 maggio, “PIXELLE (prima di Vladimir Luxuria):

La prima sera ho suonato al “Pixelle”, un posto molto carino, coi puff colorati, non grandissimo, e stracolmo per la presentazione del libro di fiabe di Vladimir Luxuria.

Betta (del locale) m’ha chiesto di iniziare abbastanza prima, per evitare sovrapposizioni della coda del mio spettacolo con l’arrivo di Luxuria.

Verso le 21:15 sono dunque partito, cantando una dozzina di miei brani e in mezzo ho inserito qualche cover gaberiana. Ho tra l’altro terminato con “Non insegnate ai bambini”, proprio per riallacciarmi un po’ al tema fiabesco della serata.

C’è stato molto rispetto e attenzione per me da parte di tutti i presenti, molti parevano anche piuttosto divertiti dai brani più ironici. Ho terminato dopo solo un’ora, perché così m’è stato chiesto, anche se Luxuria è arrivata più tardi e avrei potuto continuare ancora per un bel un po’.
I miei amici Andrea e Domenico sono arrivati alla fine, perché non sapevano di quest’anticipo. Abbiamo presenziato un po’ alla presentazione del libro e poi siamo andati a prendere dei gelati fantastici. Io del resto ero cotto per il viaggio e dopo son crollato sul materasso (al primo piano del letto a castello, nella stanza di Domenico).

 

29 maggio, "FAHRENHEIT 451":

Il venerdì, tutto dedicato al tributo a Gaber e Springsteen, pur essendo, delle quattro, la serata con meno gente (del resto il locale era molto più grande del Pixelle, e inoltre c’era una festa universitaria proprio dirimpetto) e forse anche l’artisticamente meno riuscita (per vari motivi), mi ha lo stesso reso strafelice, sia per l’opportunità che ho avuto di conoscere una ragazza speciale come Elisa (amica di Domenico), e sia per l’inaspettato arrivo a sorpresa di Alberto Cantone, raffinatissimo cantautore accorso apposta da Treviso a sentirmi, con cui (prima del concerto) ho trascorso un’oretta a passeggiare nella zona del Portello, chiacchierando di storia, letteratura, sociologia, animo umano e, naturalmente, musica. Un piacere immenso. Alberto e Domenico mi hanno dato una mano decisiva nel soundcheck. Ho fatto un 40’ di Bruce in italiano (forse troppi) e oltre mezz’ora di Gaber, terminando con un medley fino a Barbera e Champagne.
Per la prima volta ho eseguito dal vivo “Verso il terzo millennio”.
Il set di Gaber, a quanto mi hanno detto, è stato molto più convincente.

 

30 maggio, "FAHRENHEIT 451" (con Domenico Calabrò):

Nel pomeriggio di sabato, mentre Domenico era a un saggio coi suoi allievi e Andrea al lavoro, mi son fatto un ampio giro nel Centro, tra l’altro disseminato dei soliti manifesti elettorali. E, partendo da piazza Garibaldi, sono giunto fino all’immensa Prato della Valle.

Nella tarda mattinata, mentre stavo provando la scaletta per la sera, Domenico aveva manifestato l’intenzione di volermi accompagnare alla seconda chitarra in qualche pezzo, suscitando il mio entusiasmo. Alla fine i brani in cui Domenico m’ha “supportato”, arricchendoli e abbellendoli con eccezionale gusto e maestria, sono risultati addirittura una decina!! Un regalo bellissimo, il suo, e non certo l’unico del mio viaggio padovano!! Ho inserito in scaletta anche due chicche: “La stella di Johnny”, vecchio brano del ’96, la storia ineluttabile di un uomo inquieto, in fuga da sé stesso, che 7 anni fa piacque molto a M. Bubola; e l’inedito “Ciò che mi blocca”, un pezzo intimista che adoro cantare, ma che ritengo ancora da migliorare e completare. L’ora e un quarto di concerto è terminata con la goliardica “Canzone di rottura”. Avete rotto il caaaaaaaaaa… J

Dopo il concerto, arriva Nicola con la macchina, prende me e Domenico, e ci porta in un pub carinissimo con tanti altri suoi amici. Faccio finalmente la conoscenza di Luca Francioso, ragazzo e chitarrista fenomenale. E poi di Chiara e Raluca, che mi sono subito simpatiche e che rivedrò la sera dopo alla Rana Margaux.

 

31 maggio, "RANA MARGAUX" (con Domenico Calabrò e Andrea Paglianti):

Il nostro amico Nicola, fotografo e persona coinvolgentissima, ci invita per pranzo in un agriturismo di Solesino e così io, Andrea e Domenico ci ritroviamo là, a una piacevolissima tavolata di oltre venti persone. Mentre sorseggio il caffè, chiacchiero piacevolmente con Chiara, giovane prof di Biologia, ragazza squisita, pacata e dalle mille risorse (canta, balla, dipinge). Dopo pranzo ci si sposta tutti sotto l’ampio porticato e, sempre il solito irresistibile Nicola, riesce ad azzittire tutti, a mettermi in mano una chitarra classica e a farmi snocciolare addirittura 3 brani uno dopo l’altro (“Il singhiozzo”, “Il giorno no” e “Solo su un’isola deserta”), davanti a una platea di botto muta, iperattenta e infine addirittura entusiasta, che alla fine esplode in uragani d’applausi! ‘Mmappete, non me l’aspettavo: anche meglio di un concerto, oh! Il mega-spot involontario è poi facilmente tramutabile in un invito, diretto a tutti, per il concerto serale alla Rana Margaux.

…E infatti sarà la serata più bella, che rimarrà più nei miei ricordi, davvero degna conclusione del mini-tour! La saletta interna è piccola, ma è piena zeppa e so che ogni faccia, ogni cuore e ogni sorriso presenti non sono lì di passaggio o casuali, ma sono tutti per me (e anche per Andrea, che sarà ospite con 3 brani): è una bella sensazione quella di percepire di avere un proprio pubblico, affettuosissimo, lontano da casa.

Il concerto (con Domenico alla seconda chitarra) scivola via alla grande, c’è un affetto pazzesco nella saletta, fino all’emozionantissima conclusione, che mi commuove molto e davvero sigilla non solo la serata e il minitour, ma di certo anche una limpida amicizia: “Questo tempo che ho” cantata in duetto con Andrea Paglianti (io le strofe e lui i ritornelli) e suonata sempre assieme a Domenico Calabrò. Oh, m’è venuta la pelle d’oca.
E chi se lo scorda, 'sto mini-tour?

 


Scaletta “Rana Margaux”:

 

IL GIORNO NO

IL NEGAZIONISTA

IL SINGHIOZZO

CIO’ CHE MI BLOCCA

L’UNTORE

SOLO SU UN’ISOLA DESERTA

RAI LIBERA!

 

set di Andrea Paglianti

 

ASINCRONO

IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA

LA STELLA DI JOHNNY

CANZONE DI ROTTURA

L’ODORE (Gaber)

LO SHAMPOO (Gaber)

IO NON MI SENTO ITALIANO  (Gaber)

DESTRA-SINISTRA (Gaber)

QUESTO TEMPO CHE HO




PS
: RadioRai, nella trasmissione "DEMO" condotta da M. Pergolani e R. Marengo su RADIO1, mi ha gratificato della sua stima mandando in onda il 26 maggio scorso il mio brano "Il negazionista", che avevo consegnato ai due conduttori direttamente al M.E.I. di Faenza a fine novembre.

 

 

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categoria:tempo di musica, tempo di diario
domenica, 24 maggio 2009
Dal 28 al 31 maggio sarò a suonare a Padova praticamente ogni sera, per 4 concerti chitarra e voce.
La seconda sera, venerdì 29, sarà un tributo a Gaber e Springsteen, mentre gli altri giorni farò un concerto di canzoni mie e al massimo qualche cover.
L'ultima sera, il 31, sarà ospite al mio concerto il mio amico cantautore Andrea Paglianti, padovano, autore anche per Mina (del brano "Ecco il domani" contenuto nel CD "VELENO" - anno 2002)

Chi si trovasse da quelle parti... venga a sentirmi!!
Cambierò scaletta ogni sera, è ovvio.


locandina PIXELLE


LOCANDINA TRIBUTO GABER-SPRINGSTEEN (29-5-09)


LOCANDINA 30 maggio-Luigi MARIANO (xLocale)


Luis locandina RANAMARGAUX 31maggio


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categoria:tempo di musica
martedì, 19 maggio 2009

 

Luis canta

Mi piace molto (lo ammetto e lo sapete) ondeggiare di continuo, possibilmente imprendibile e “inetichettabile”, tra ironia sottile, teatro, spietata denuncia, ermetismo oppure semplicità assoluta, intimismo spinto, folk, canzone d’autore, pop, un po’ di blues qua e là, e ad altre chincaglierie simili!
Mi fa sentire libero di esprimermi come voglio, senza catene.
Quindi, in fondo, mi trovo a mio agio e senza imbarazzi (direi anzi molto orgoglioso) anche dentro a un inno popolare di una squadra di calcio, specie poi se del Galàtone, ossia del “paese mio che sta sulla collina” (quella che porta alla chiesa dei Cappuccini).
Una decina d’anni fa avevo scritto un brano dedicato al Lecce (“Lecce Lecce”), la squadra per cui tifo in serie A da quando avevo 11 anni (anche se poi dall’età di 17 anni la musica ha soppiantato il dio pallone nelle preferenze del mio cuor). In realtà quella canzone per il Lecce (anche se poi i miei amici vi ci sono affezionati molto) aveva ben poche caratteristiche adatte a farne “un inno”: era una canzone d’amore abbastanza malinconica, sia nella musica che nel testo, e di certo con un brano del genere era piuttosto improbabile vincere delle partite, perché si entrava in campo già piuttosto moscetti e con la lacrimuccia sotto la palpebra. Ecco perché non pensai mai di proporla all’U.S. Lecce.

Un paio di mesetti fa invece, credo perché mi sono riappropriato solo da pochi anni dell’amore vero e totale per Galàtone (anche conoscendo e approfondendo l’amicizia con gente straordinaria che prima non conoscevo) m’è venuto un ritornello semplice semplice, di quelli stile “tormentone che entra in testa”. E questo ritornello sembrava essere perfetto proprio come inno o coro da stadio. Tra l’altro l’ho lasciato così fino alla fine, senza aggiungere nulla. Da lì comunque m’è balenata l’idea dell’inno del Galàtone, e mi sono subito entusiasmato a pensare di poterla realizzare. Ho lasciato tutto per un po’ e ho iniziato a sondare il terreno, se potesse essere una cosa fattibile o praticabile. Ho capito che poteva esserlo. Allora, devo dire molto felice e cercando di “pensare” con lo stesso metro e gusto fresco di un adolescente, ho completato la canzone (le strofe), attingendo anche ai miei ricordi della scuola calcio di quando avevo 8 anni e disegnando semplici immagini e quadretti affettuosi, in cui anche gli animi più semplici potessero riconoscersi senza difficoltà. Ho raggiunto il mio scopo “artistico”: era proprio lo “spirito popolare” e la freschezza giovanile che volevo trovare. E, come sapete, questo non è mai facile, perché si tende anzi con l’età alla ricerca in avanti, continua e incessante. Ho dunque “disappreso”, come auspicava Carmelo Bene, ho sgrezzato, son tornato fanciullo, ho ridotto all’osso. Se nella linea melodica mi venivano note troppo complesse (anche se belle) le scartavo e sceglievo cose più semplici. Se nell’armonia mi veniva un SIm diventava subito RE maggiore perché più “dritto”. E poi volevo un ritmo pop-rock, bello teso, che desse la carica, fresco e persino radiofonico, “ggggiovane” direbbe Bac.
Sì, ‘na roba magari un po’ commercialotta, ma molto molto efficace.
Quando ho fatto ascoltare la canzone alla società, il 7 aprile, li ho visti entusiasti e dunque da subito hanno approvato l’idea e il mio progetto. Già dai primi di aprile si è dunque deciso per questa presentazione del 17 maggio.

Luis parla coi bimbi della scuola calcio

...E il 17 maggio è arrivato!
Fisicamente ero abbastanza a pezzi per via di una notte insonne a causa di un mal di gola, di un fortissimo raffreddore e di un pesante mal di testa. Ho cercato di nasconderlo il più possibile, imbottendomi di medicinali (cosa che non faccio mai a 'sti livelli, ma dovevo stringere  tempi) e tirando fuori tutto il mio "spirito positivo ed entusiasta" per questa stupenda giornata, che m'ha gratificato non poco. Il colorito del viso però mi tradiva parecchio, ahiahi.
Ringrazio tutti, dalla società (in primis) all'ultimo dei bambini, per l'affetto a valanga che ho ricevuto, per le parole che ho sentito, sia davanti al microfono che a microfoni spenti: difficilmente le dimenticherò! Tra le mie soddisfazioni più grandi è stato vedere come l'inno sia piaciuto anche ai bimbi della scuola calcio, in cui mi sono rivisto: ho pensato molto anche a loro quando ho scritto la canzone.

ALE' GALA-TONEEEEEEEEE!



SERVIZIO COMPLETO di 27 minuti
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9378

 


PS: Festival Gaber di Viareggio (24-25 luglio):
Per un soffio! Non ce l'ho fatta per un soffio a rientrare nei 4 "finalisti-vincitori" che il 24 e 25 luglio suoneranno a Viareggio su quel palco prestigioso, assieme a molti big della canzone italiana, per omaggiare il sig G. Le iscrizioni sono state al solito tantissime anche quest'anno, una valanga, pare quasi 200. E' il secondo anno che partecipo a queste selezioni, anche l'anno scorso sono arrivato molto in fondo. A questa manifestazione estiva, organizzata direttamente dalla Fondazione Gaber (in particolare da Dalia Gaber e P. Dal Bon) ci tengo parecchio, come tutti sanno. Oggi ho ricevuto la telefonata di Sara Serafini, della Fondazione, che appunto mi comunicava l'esclusione proprio per un soffio: ho superato tutte le scremature possibili, fino alla "stretta" finale dei migliori 10 artisti. A quel punto pare (mi diceva Sara) sia stata una questione di dettagli e di sfumature: la commissione ha discusso un po', a chi piaceva più uno e a chi l'altro, tutti i 10 selezionati hanno avuto giudizi molto positivi e lusinghieri, alla fine hanno deciso per 4 nomi. Sara mi diceva che addirittura quest'anno potrebbero essere solo due. Io non ci sono, ma farò tesoro di tutta questa considerazione (al pensiero che S. Luporini mi stimi a momenti non ci credo) per migliorarmi sempre.

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lunedì, 11 maggio 2009

Vi aspetto tutti, domenica sera 17 maggio, al "MenaMé" di Nardò, per il consueto "Omaggio al sig G" con me e Andrea Baccassino.
Come i più avranno avuto modo di notare, lo spettacolo è sempre più sciolto e scorre via una bellezza (grazie alla complicità che cresce da due anni e grazie anche a piccole rivisitazioni e accorciamenti della scaletta). Inoltre ormai inseriamo quasi sempre, alla fine,  anche nostri brani ed esilaranti spezzoni di cabaret di Bac. E il tutto ci appare più ricco e al contempo, stranamente, più agile e piacevole per tutti.


TRIBUTO GIORGIO GABER al Menamè (17 maggio 2009)


























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Domenica 17 mattina, alle ore 10, sala Congressi M. Vitaliano di GALATONE (LE)
, presentazione dell'inno ufficiale della squadra della mia città. Accorrete!

Servizio MyBoxTG, coi 2 presidenti che ne parlano diffusamente:
http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=9331



Locandina INNO GALATONE

postato da: luimariano alle ore 23:39 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 09 maggio 2009


Il 5 gennaio scorso ho partecipato a Grottaglie (TA) alla registrazione di "Per fortuna c'è la musica", brano d'apertura e titletrack del secondo album di Carmine Fanigliulo, mio amico cantautore di Grottaglie, che è anche violinista, violista e arrangiatore di quartetto d'archi.
Ringrazio Carmine per avermi coinvolto in questa splendida esperienza e per avermi voluto a duettare con lui.

E' subito stato evidente un problema di tonalità (la mia è molto più bassa della sua). Alla fine ho dovuto fare di necessità virtù e mi sono dovuto adattare io. Il mio canto è risultato un po' teso e forzato, certo non caldo come avrei voluto. Ma certo non gli avrei mai fatto cambiare tonalità, la canzone è sua. Per fortuna, almeno nelle parti cantate assieme, ho deciso di scendere con la voce di un'ottava sotto e mi sono sentito più a casa.
Mi sono divertito, un bel brano, in stile folk irlandese.


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mercoledì, 22 aprile 2009

Forse anche le tragedie più immani non solo insegnano qualcosa, ma possono portare gli esseri umani a ritrovare cose perdute o trascurate, che però sono l'essenza della vita e dello stare al mondo.
C'è da riflettere molto.




postato da: luimariano alle ore 03:23 | Permalink | commenti (9)
categoria:tempo di riflessioni
sabato, 18 aprile 2009
Luigi al teatro di Aradeo1
Vorrei cambiare del tutto il “tiro” (non sembri irriverente), esulando quindi dalla tragedia abruzzese (per la quale sarebbero molto meglio, se possibile, meno parole e più fatti) e raccontare invece delle mie grandi emozioni di domenica 5 aprile scorsa al teatro “Domenico Modugno” di Aradeo (LE), serata organizzata in modo perfetto dall’associazione onlus “A.L.I.CE Puglia” a scopo benefico (raccolta fondi per diagnostica precoce dell’ictus, un fine altamente meritorio). Grazie a Tiziana e, indirettamente, grazie a Pinuccio.

E’ stata per me un’esperienza molto intensa, che m’ha molto gratificato a livello artistico, per l’attenzione, il rispetto e anche il calore dimostrato (per più di due ore) dal numeroso pubblico accorso, circa 300 persone educate e concentrate, che hanno riempito tutto il teatro in ogni ordine di posto.

Ho indossato una camicia scura, molto sportiva, con appeso al taschino il ciondolo “portafortuna” (che poi è un orologino a forma di chitarra, a scandire questo tempo che -spesso non- ho), regalatomi dalla mia sorellina fiorentina Angie.
Sia all'inizio dello spettacolo, sia tra un "atto" e l'altro e sia alla fine, ho potuto incontrare, dietro le quinte oppure nel camerino, diverse persone care e gentili che son venute a salutarmi, tra cui Anna e Andrea, LaGgina con la sua splendida famiglia, Luigi e Maria Teresa, Mauro Angelo, Antonio Calò e molti altri.
Lo spettacolo ha avuto inizio verso le 21:30 e si è diviso, a livello artistico, in 3 momenti: la prima mezz’ora ho eseguito da solo, sia alla chitarra che al piano, 5 mie canzoni (“Il giorno no”, “Il singhiozzo”, “Questo tempo che ho”, “RAI libera!” e ovviamente “Cos’avrebbe detto Giorgio?”), precedute le prime 3 dai monologhi contenuti nel mio recital “C’è sempre un’isola nel mare”, e incentrati sulle nevrosi, i tic, le manie, l’introspezione e l’ironia.
Nella seconda mezz’ora, verso le h 22, è arrivata dirompente sulla scena la verve comica del mio partner e pard (erano anni che volevo usare questa parola: “pard”!) Andrea Baccassino, che come suo solito ha divertito il pubblico in sala con le sue parodie irresistibili e con i classici sketch del suo repertorio, tra i quali l’evergreen del personaggio de “Il giovane d’oggi”. Il teatro è stato molto partecipativo, battendo le mani a tempo durante le parodie e ridendo a crepapelle. Bac è il solito fuoriclasse.


Luis e Bac a Teatro2 copy

OMAGGIO AL SIG. G:
La seconda ora dello spettacolo è stata dedicata interamente all’Omaggio al sig. G, con buona alternanza di scena tra me (canzoni) e Bac, che per l’occasione ha indossato una giacca e che al solito ha reso i monologhi un po’ in dialetto. Abbiamo stavolta recitato il brano iniziale dello spettacolo, “Bambini G”, nell’esatto modo in cui lo faceva Gaber, ossia a sipario chiuso, con la mia voce in stereofonia sinistra e quella di Bac in stereofonia destra: un espediente teatrale vincente, che ha dato i suoi frutti, perché sentivo la gente sbellicarsi come non mai dall’altra parte della sala.
Abbiamo poi come sempre ripercorso il repertorio di Gaber, abbracciando sia brani più recenti (Destra-Sinistra, Io non mi sento italiano, Non insegnate ai bambini), e sia brani famosi del passato, esaltati soprattutto nel lungo medley finale (Il dilemma, Un’idea, Non arrossire, Com’è bella la città, Torpedo blu, Io se fossi Dio, C’è solo la strada, La libertà e tanti altri), fino al brindisi conclusivo di “Barbera e champagne”.



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MENAME', 13 aprile:
Abbiamo poi bissato lo stesso spettacolo (però reso molto più agile) il giorno di Pasquetta. Sia io che Bac devo dire eravamo in ottima forma, accompagnati per l’occasione da Alfredo Ronzino al basso elettrico, in un “MenaMé” stracolmo di curiosi, di fratelli d’anima, di fan, di cari cugini, di vecchie conoscenze, di cari amici d’infanzia. Per tutta una serie di motivi, dovuti anche all’appropriato cambio di scaletta (ossia Gaber all’inizio, poi le mie canzoni e infine il cabaret di Bac) e all’inusitata attenzione del pubblico, la serata è venuta fuori ancora meglio di quella a teatro. Inutile dire che m'ha fatto particolarmente piacere la presenza, oltre che del fraterno Pasquale Chirivì con famiglia e il fratello Franco, anche di Claudio Tuma (ho cercato di non emozionarmi), nonché di Giancarlo Pero, Manuela Stifanelli, Valerio e Raffaella, Adele, Marcello, Lucia, Germano e Tatiana.
Grazie a tutti.

menamè luigi mariano 13 aprile 2009 008 copy

postato da: luimariano alle ore 07:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:tempo di musica, tempo di diario

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